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ATTIVITA' INTERVENTISTICA STRUTTURALE

La continua ricerca scientifica che ruota attorno alla Cardiologia interventistica, permette di trattare un numero sempre maggiore di condizioni cliniche cardiache che interessano la struttura del cuore e le valvole cardiache.

Le principali procedure di interventistica cardiaca strutturale che gli Associati eseguono in Columbus sono:
• TAVI: quello in corsivo deve comparire su click sul titolo, questo approccio anche per quanto sotto L’acronimo TAVI sta per “Trans Aortic Valve Implantation”. La procedura consiste nell’impianto per via percutanea una protesi valvolare aortica in pazienti affetti da stenosi aortica severa. Tale metodica permette di inserire un sistema contenente una protesi valvolare aortica attraverso un accesso vascolare femorale collocando la protesi sotto la guida dei raggi X senza necessità di chirurgia e di circolazione extra-corporea. Tale procedura inizialmente riservata solo per pazienti ad alto rischio per chirurgia tradizionale è oggi utilizzata anche per paziente considerati a rischio basso-intermedio e/o anziani. Sono a disposizione tutte le valvole transcatetere con marchio CE. La nostra valvola di prima scelta è la Sapien 3 che garantisce un bassa incidenza di insufficienza aortica residua ed una necessità di impianto di pacemaker definitivo inferiore al 8%.

• MitraClip: in pazienti affetti da insufficienza mitralica o tricuspidale severa, s’impianta per via percutanea una “graffetta” che permette di avvicinare i lembi mitralici nel punto maggiormente responsabile dell’insufficienza valvolare e correggere la valvulopatia mitralica.

• Trattamento del PFO e del DIA: in caso di presenza di un forame ovale pervio oppure di un difetto interatriale, si può eseguire una procedura interventistica di correzione di tali cardiopatie congenite tramite posizionamento di un “ombrellino” che permette di chiudere la comunicazione tra i due atri attraverso il PFO od il DIA. In molti casi la chiusura del forame ovale pervio può anche essere effettuata tramite un punto di sutura applicato per via transcatetere e senza quindi l’inserzione di un corpo estraneo permanente (Noble Stitch).

• Chiusura dell’Auricola dell’Atrio Sinistro: la fibrillazione atriale  è un’aritmia che comporta un incrementato rischio di formazione di coaguli (trombi) all’interno di una struttura dell’atrio sinistro che si chiama auricola. Per ridurre questo rischio, sono utilizzati farmaci anticoagulanti che rendono il sangue più fluido riducendo il rischio che si formino coaguli all’interno dell’auricola.

Nonostante tali azioni positive e necessarie, questi farmaci comportano un rischio di sanguinamenti ed emorragie. Per i pazienti considerati a rischio per tali effetti collaterali, si può eseguire una procedura interventistica chiamata chiusura dell’auricola. Nel corso di questa procedura si colloca un “tappo” all’interno dell’auricola, che impedisce la formazione di nuovi coaguli, senza necessità di dover assumere farmaci anticoagulanti.

Le metodiche diagnostiche e terapeutiche sopra descritte permettono una ridotta invasività con un positivo impatto con riduzione di complicanze inclusa la necessità di trasfusioni di sangue.
I tempi di degenza si riducono, nella maggior parte dei casi, a una notte in Clinica o a 4-5 giorni di per procedure più complesse come TAVI. Tale percorso terapeutico semplificato ha un impatto importante sulla ripresa della normale attività fisica e sociale da parte dei pazienti trattati. La ridotta invasività e l’assenza di anestesia generale, come avviene nella maggior parte dei casi, rendono superflua la necessità di riabilitazione. Il paziente può quindi ritornare alla sua usuale attività, già subito dopo la dimissione. Questo iter facilità la ripresa psicologica e rende più semplice la gestione della “malattia” per il paziente e per i familiari.


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